il 12 giugno del 2004 avevo scritto un post su Le Bouffes du Nord, un teatro. Ne avevo letto qualcosa per l'università, ci avevo sognato sopra ed alla fine avevo solo desiderato di vederlo. Beh ieri, alla fine, son riuscita ad entrarci. Con il mio biglietto in mano per "Fragments" di Beckett e la regia del Sign. Peter Brook. Da fuori, sulla strada, vedi questo palazzo uguale a molti altri, accanto c'è la metro e il solito delirio di gente parigina. Ma quando entri là dentro, qualcosa si ferma. Non sei più a Parigi, non sei più nel 2008. E' così vecchio, e ti sembra di vederla quella polvere che proviene da altre epoche. E l'intonaco sta per cadere a pezzi. E ci son davvero quelle pareti rosse rovinate e il marmo rovinato. Poi alzi il mento e sopra c'è una piccola cupola. La cosa meravigliosa è che nel suo essere vecchio è terribilmente vivo e forte. Poi le luci si son spente e, come ogni spettacolo, lo spettacolo è iniziato. In una scena così vuota e vera che faceva male. Solo tre attori che sembravano maschere scolpite nella carne. Poche luci, ma quelle necessarie. E Beckett, che è sempre stato molto bravo a far ridere per cose che ti fan piangere dentro. Me la sono immaginata la bacchetta magica di brook, ma credo se la siano immaginata tutti. Perchè quando un regista è bravo gli basta un niente, quella luce, quel volto di attrice bambina che diventa una vecchia, quel sospiro di attore, solo un sospiro e nessuna parola, che tiene il ritmo di un quarto d'ora e regola il sorriso di un pubblico incantato. E' stato meraviglioso uscire da là e sentire quel nodo allo stomaco. Sentire uno sfasamento, sbandare, davanti alla metro, perchè te l'eri dimenticato di dove ti trovavi davvero.