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ecco,bolormaa scrive.quel che passa per la testa e a volte resta.film.pensieri.qualsiasi tipo di sensazione che non sia indifferenza. "Concetto fatto carne nervi viscere legamenti Sinuoso movimento..."

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postato da bolormaa alle ore 15:49
martedì, febbraio 26, 2008

Ci sono persone che sono come labirinti. Tu inizi a seguirle, sapendo che dovrai faticare, e sbagliare, per capirci qualcosa. Non sempre quello che coglierai sarà vero, e, a volte, ti toccherà ricominciare da capo perchè di strade da decifrare ce ne saranno troppe. Suderai. E in certi momenti arriverai a rimpiangere il giorno in cui sei entrato in quel dannato labirinto. Ma ce ne saranno altri in cui la sola cosa che vorrai fare sarà perderti tra quei cespugli.
Poi ci son altre persone che sono come prati verdi. Ampi, naturali e generosi nel lasciarti quello che hanno senza pretendere nulla. E tu correrai, correrai su quei prati, assaporando il vento in faccia e quel sole che, a volte, ti concederanno. Poi, quando ti ritroverai senza fiato, ti stenderai su quell'erba. Chiuderai gli occhi e sentirai la terra legata al tuo corpo. Perchè quelle persone che sono come i prati, in certi momenti, ti fanno entrare in loro, senza pretendere nulla. E quando succede, è difficile distinguersi dall'altro.

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postato da bolormaa alle ore 22:29
mercoledì, febbraio 20, 2008

Questa città mette alla prova. Ogni cosa di me è sotto esame, anche se io non me ne accorgo. I nervi, che ogni tanto protestano. Il fiato, che diventa affanno. La pelle, che prova a diventare corteccia. Ogni mia cellula si confronta con questo mondo, ed intanto lui osserva, sorride, forse analizza, ma tanto questo non potrò mai saperlo. E chissà se il mio buon umore rimarrà tale dopo tutte queste ore in metro, passate ad osservare persone con gli occhi spenti. Chissà che un giorno non preferirò, anche io, abbassargli, questi occhi, invece di dondolarli incantati. Vorrei superarlo davvero questo esame che si chiama Parigi. Vorrei vincere su di lei, su questo incantesimo del sonno che pronuncia sulla sua gente. Perchè lei, alle volte, è davvero uno splendido sofà di velluto, così splendido che si rischia di rimanerci inchiodati. Voglio prenderla questa sua bellezza, e goderne, com'è giusto che sia, ma non lasciarmi influenzare dal suo cattivo umore, dalla sua tosse stizzosa.

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postato da bolormaa alle ore 16:11
mercoledì, febbraio 13, 2008

Poco tempo fa mi hanno parlato della teoria del filo teso. Forse partorita da una mente dopo qualche birra, ma veritiera dal mio punto di vista. Le due estremità del filo son tenute da due persone e non ha importanza quanto sia lungo quel filo. Può attraversare nazioni intere o solo la larghezza di una stanza minuscola. Ciò che davvero conta è che quel filo sia teso, in modo che, anche attraverso una grande distanza, entrambe le persone tirando la propria parte possano sentire la presenza dell'altra. Entrambe devono essere attive, pronte, a costo di far inciampare, con quel filo, qualche ingenuo passante.
Bisogna cercare di non dimenticarselo, quel filo. Anche se gli eventi intorno ti confondono, anche se si tengono altri fili. Perchè l'altra persona potrebbe tirare un pò di più quel filo, e non sentendolo teso, farlo scivolare via.

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